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Autore: Oggetto: vigneti RISCHIO PERONOSPORA
greenmen
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Inviato il 1-24-2009 at 10:18 AM Rispondi quotando


Ma tu con il biologico e clienti propri, puoi dettar legge.
Tu puoi far legge, in parte ovviamente e sempre ammesso che riesci a raccogliere bene ed in quantità sufficiente.




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romolotiranti
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Inviato il 1-28-2009 at 07:18 PM Rispondi quotando


davvero illuminante , caro greenmen !! bene , quest'anno cerchero di fare col tuo aiuto ; sono un po imbranato in queste cose e dire che dovrei essere all'altezza .. grazie per l'aiuto che mi darai !! :-)(-:
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romolotiranti
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Inviato il 6-4-2009 at 02:54 PM Rispondi quotando


il vigneto sta procedendo bene ; sembra non ci siano malattie .. speriamo in bene ..
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greenmen
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Inviato il 6-4-2009 at 07:14 PM Rispondi quotando


speriamo per te,
a produzione come sta messo?
ci sono i grappoli o sono pochi?




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romolotiranti
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Inviato il 7-22-2009 at 02:49 PM Rispondi quotando


si, i grappoli ono presenti ; ho dato lo zolfo sabato sera ..
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greenmen
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Inviato il 5-14-2011 at 07:48 AM Rispondi quotando


Continuiamo a parlare di peronospora.

Questo fungo è stato importato ben 130 anni fa dall'america con i primi innesti dei vitigni americani .

Da allora il rischio è stato sempre forte e l'effetto devastante fino a quando si è trovata la cura.
Ad oggi la certezza di sfuggire a tale epidemia è sempre relativa,
le annate in cui la piovosità è alta la pressione fungina diventa enorme e poco riescono a proteggere i trattamenti realizzati.
Quindi l'unico modo per vincere questo problema a tutt'oggi è ottenere una stagione poco piovosa ed un clima genericamente poco caldo e umido,
Le zone piu a rischio sono quelle vicine al mare e quelle dove lo sbalzo termico portano costantemente la brina notturna, Infatti questo fungo si propaga con l'acqua, tolta qquella rimane solo fino alla morte

SOSTANZE UTILI:

La prima sostanza scoperta contro la peronospora è stata il rame, sotto forma di cristalli di rame ( Vetriolo ) è stato l'unico valido elemento di difesa per quasi 100 anni.
Nei primi anni 80 però iniziano molto lentamente a comparire nuovi formulati chimici come il comoxamil, in un prodotto ( CURZATE ) rimasto ancora attuale per la sua funzionalità e la bassa tossicità .
Il cimoxamil è formulato al 4% con l'aggiunta di rame o mancozeb, Svolge un'azione non di copertura, come il rame ma citotropica, cioè entra all'interno delle foglie estirpando il fungo prima che arrivi al legno .
Ha azione disinfettante entro le 48 ore dall'infezione.

Nella coltivazione biologica è tenuta in considerazione solo la sostanza rameica in alcune sue forme, non considerando però che accumulando in notevoli trattamenti dosi molto elevate il residuo nel prodotto finale sia piuttosto alto ed è risaputo che il rame non è poi così salutare, mentre lo zolfo è praticamente innocuo.

Alcune nuovissime ricerche sui rediui fissi nelle uve in oltre,
hanno messo alla luce nuovissime sostanze il cui residui fisso è ridotto di oltre 100 volte rispetto alle sostanze di nuova generazione e ancor di più rispetto al rame.
Altra cosa importante da considerare e capire è che lo sccambio frequente di queste sostanze evita la resistenza del fungo e l'abbassamento ulteriore del residuo sul prodotto finale.
Basta considerare la quantità di residui prevista del rame utilizzando una quantità di 6 8 kili per 12 15 trattamenti all'anno contro 2 - 3 kg dei nuovi principi attivi per 2 max 4 trattamenti annuali, ne viene fuori chiaramente che le nuove tecnologie permettono di ottenere un prodotto con la presenza di più prodotti chimici ma con una quantità notevolmente più innocua rispetto ai trattamenti classici e ritenuti biolologici.
Ci sono già in corso accertamenti sull'argomento dietro richieste specifiche di nuove denominazioni di produzione.
Presto oltre alla denominazione di Prodotto biologico e biodinamico ci saranno nuove denominazioni a garanzia di prodotti agricoli sani e privi di pericolosi intossicazioni chimiche.




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